A COMPAGNA

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Il 21 gennaio 1923, un gruppo di genovesi fondò A COMPAGNA per tenere alte le antiche glorie, le bellezze, la parlata, le tradizioni di Genova e di Liguria.

Scrive Amedeo Pescio su «Il Secolo XIX» del 10 maggio 1925:

E colla Compagna, nel 1923, può dirsi veramente che fu riaperto il Libro d’oro; il Libro d’una Nobiltà che non è privilegio ma diritto, non condiscendenza ma evidenza; il Libro del Sangue nostro che s’infutura.

Perché sarà dall’adunata memoranda della Compagna che dateremo gli alberi verdi delle più umili genti nostre, che rinverdiranno le piante annose delle famiglie già illustri.

Perché sarà dalla Compagna che i venturi dateranno loro origini e si ricercheranno nel tempo; da questo appello lento e sereno, ma così importante e significativo e solenne che al fonte perenne appura le gocce che rivolano all’avvenire; da questo fatto che i superstiti d’una gloriosa Stirpe si riconoscono, si contano, si riconforta noi; da questo patto di fratellanza, d’amore, di solidarietà che non ha ragione d’idee e propositi di parte, né mire che ad altrui contrastano il giusto, bensì dal sangue, dal cuore, dalla terra, dal tempo.

Noi vogliamo essere e restar Noi.