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Pierangelo Campodonico è intervenuto sul tema: «Genova: una città di mare nella guerra mondiale. Dalla resilienza alla memoria».
80. Questa conversazione si pone come una riflessione in un momento storico molto particolare,
quello che Papa Francesco aveva definito “la terza guerra mondiale a pezzi”. Nel momento in cui la guerra,
dall’Ucraina al Medio Oriente, sembra diventare la condizione di vita di moltitudini, intendiamo, fare memoria,
dal punto di vista della gente comune, di quello che per i genovesi rappresentò la Seconda guerra mondiale,
con il suo carico di tragedie e sofferenza, ricordando la resilienza di un popolo che, sotto le bombe, nella
violenza e nella sopraffazione, seppe comunque resistere e aprirsi al futuro. La guerra è nella nostra memoria
collettiva e, oggi più che mai, è importante riconoscerla e ricordarla per quello che è stata.
Pierangelo Campodonico è stato il curatore delle collezioni marittime del Comune di Genova,
in particolare il suo nome è legato alla progettazione e realizzazione del Galata Museo del Mare (2004) e alla
musealizzazione del sommergibile Nazario Sauro (2009). Storico della marineria e delle migrazioni, è autore
di diversi volumi su Genova e il suo rapporto con il mare.
Marco Bonetti è intervenuto sul tema: «L’Epopea tabarchina: un’avventura genovese nel Mediterraneo che dura da mezzo millennio».
118. Tutto ha inizio nel 1542 con un viaggio temerario di trecento pescatori da Pegli
all’altro capo del Mediterraneo. Colonizzano l’isoletta tunisina di Tabarka, trasformandola nella più ricca
stazione di pesca del corallo (l’oro rosso) per conto dei Lomellini. Per due secoli sarà l'unica enclave
cristiana in area islamica magrebina. Una convivenza a lungo pacifica. Ma nel Settecento questo popolo
piccolo quanto tenace dovrà affrontare due periodi di schiavitù in Tunisia e in Algeria e una diaspora
nel Mediterraneo. Ciò comporterà la fondazione di tre nuove comunità insulari, che oggi contano complessivamente
circa 10.0000 abitanti: Carloforte e Calasetta in Sardegna e Nueva Tabarca in Spagna. Tutte e tre
mantengono vive le tradizioni liguri. Le prime due anche una peculiare varietà linguistica genovese: il tabarchino.
Un caso unico di fedeltà alla propria cultura e alla propria lingua. Un’Epopea plurisecolare che coinvolge
quattro Paesi e due Continenti, da anni candidata quale Patrimonio immateriale dell'Umanità Unesco.
Marco Bonetti, avvocato presso un’azienda pubblica genovese, ha sempre coltivato la cultura
umanistica. Dal 1994 collabora al Gazzettino Sampierdarenese e dal 2022 con Liguria Day con articoli su
storia e cultura ligure nel mondo. Ha pubblicato uno studio sui rapporti tra tradizioni genovesi e monegasche.
È Consigliere della Consulta Ligure, membro dell'Accademia delle lingue dialettali del Principato di Monaco
ed è socio della Compagna.
Ferdinando Fasce è intervenuto sul tema: «Raccontare Genova col Decimonono».
xxx. Genova città-mondo, città di navi e migranti. Regina del mare e
Manchester sul Polcevera. Città del lavoro e del movimento operaio. Produttrice di
icone e slogan pubblicitari. Patria di cantautori e musica beat. Genova del boom,
delle alluvioni, della deindustrializzazione, del crollo del Morandi e dell’edificazione
del nuovo ponte San Giorgio. Queste e tante altre storie della Superba, dall’Ottocento
a oggi, raccontate da uno storico genovese sulle pagine, piene di storia, de “Il Secolo
XIX”, da 140 anni il giornale della città.
Ferdinando Fasce, ordinario in quiescenza di Storia contemporanea
nell’Università di Genova, ha pubblicato tra l’altro: «Le anime del commercio. Pubblicità
e consumi nel secolo americano» (Carocci, 2012), «La musica nel tempo. Una storia dei
Beatles» (Einaudi, 2018) e «Beatles in Italy. Cinque giorni. Tre città. Otto concerti»
(De Ferrari 2025).
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