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Matteo Capurro è intervenuto sul tema: «“Io voglio essere onorata qui”: il santuario di Montallegro tra storia, arte e devozione»
108. È il 2 luglio 1557: sono le prime ore del pomeriggio e Giovanni Chichizola si trova
sulla cima del colle che domina il piccolo borgo marinaro di Rapallo. Mentre il contadino si concede un attimo
di riposo, una misteriosa donna vestita di turchino lo avvicina e, svelandogli di essere la Vergine Maria,
gli consegna poche parole cariche di significato insieme a una piccola icona di matrice bizantina: “Io voglio
essere onorata qui”. La conferenza intende ripercorrere i fatti di quel giorno lontano e raccontare la storia
del santuario sorto sul luogo dell’apparizione.
Ci racconterà il seguito della vicenda Matteo Capurro, professore universitario ed esperto
della valorizzazione del patrimonio storico, artistico-architettonico e ambientale. Tra i suoi interessi occupa
un posto importante lo studio del patrimonio diffuso sul territorio del Levante Genovese, in particolare
della scultura in legno e delle immagini sacre legate ai santuari mariani.
Alberto Saroldi è intervenuto sul tema: «I Maestri Vetrai di Altare»
90. Altare è un paese dell’entroterra savonese, importante centro vetrario fin dal Medioevo,
specializzato nella produzione di oggetti in vetro soffiato lavorato a mano. La conferenza presenta una panoramica
della storia dei maestri vetrai, della loro organizzazione, prima con la Corporazione di Arti e Mestieri
“Università dell’Arte Vitrea” e poi con la Cooperativa “Società Artistico Vetraria”, e delle loro migrazioni:
in Italia, in Francia e in altri paesi europei dal XV al XIX secolo, in America, Africa e Medio Oriente
nel XIX e XX secolo. Le opere e la documentazione di questa storia sono conservate nel Museo dell’Arte
Vetraria Altarese, che ha sede in Villa Rosa, splendido edificio liberty dei primi del Novecento.
Alberto Saroldi, ricercatore indipendente, autore di saggi e pubblicazioni sulla storia dei
vetrai di Altare, è membro del Comitato Nazionale Italiano dell’Association Internationale pour l'Histoire
du Verre e coordinatore del Comitato per i Gemellaggi del Comune di Altare, e collabora con il Museo dell’Arte
Vetraria Altarese.
Simon Luca Trigona è intervenuto sul tema: «Liguria sotto il mare. Là dove nacque l'archeologia subacquea»
110. Nel 1950 in Liguria nacque l’archeologia subacquea ad opera di un grande archeologo ligure, un
precursore che stava cambiando le regole e gli obiettivi dell'archeologia, da un’impostazione storico- artistica ad
una storico-economica, Nino Lamboglia. Questo nuovo approccio portava necessariamente il suo interesse verso il
fondo del mare, fino ai relitti, vere capsule concentrate di archeologia: ad Albenga fonda, primo in Italia e in
Europa, il Centro sperimentale di archeologia subacquea, nel cui mare proprio nel 1950 aveva individuato e iniziato
a scavare con il supporto di una famosa compagnia di recuperi genovese, la SORIMA, il primo relitto, la grande Nave
oneraria romana di Albenga. Da allora sono passati 76 anni in cui l’archeologia subacquea è diventata una disciplina,
ma la grande Nave di Albenga non ha smesso di svelare agli archeologi nuovi segreti.
Simon Luca Trigona, funzionario della Soprintendenza della Liguria, archeologo e sommozzatore,
incaricato della tutela della città di Genova e del Mar Ligure in qualità di responsabile del Servizio tecnico
di Archeologia subacquea. Svolge attività di ricerca in ambito subacqueo su tutto il territorio regionale come
responsabile del Servizio tecnico di archeologia subacquea.
Laura Stagno è intervenuta sul tema: «La Chiesa di San Matteo e Andrea Doria»
146. Tema della conferenza sono le due campagne artistiche volute da Andrea Doria per la
chiesa gentilizia di San Matteo, la prima incentrata sull’arredo scultoreo e sull’opera di Giovannangelo
Montorsoli, la seconda dedicata alla creazione di una raffinata decorazione ad affresco e stucco,
realizzata da Giovanni Battista Castello ‘il Bergamasco’ e da Luca Cambiaso.
La relatrice, Laura Stagno, è Professore di Storia dell’arte moderna, componente del Senato
Accademico dell’Università di Genova, vice direttore del DIRAAS, partecipa a reti di ricerca internazionali
(COST Action “Islamic Legacy: Narratives East, West, South, North of the Mediterranean”, MSCA Staff Exchanges
“Circe”). Le sue attività di ricerca sono focalizzate su diverse aree di indagine, che includono temi di
produzione artistica e committenza genovese tra XVI e XVIII secolo, collezionismo ed iconografia. Già curatrice
del Palazzo del Principe a Genova, per il quale mantiene compiti di supervisione storico-artistica, ha dedicato
articoli, saggi e monografie alle committenze dei Doria di Melfi in una dimensione cronologica ampia, da
Andrea, ‘generale del mare’ di Carlo V e primo principe di Melfi, a Giovanni Andrea IV.
Giustina Olgiati è intervenuta sul tema: «Storia della bandiera di Genova, che (fino a prova contraria) non fu mai venduta»
xxx. Attraverso l’esame di documenti e testimonianze medievali vengono ricostruiti la storia
del culto di san Giorgio e il suo rapporto con Genova, con particolare riferimento all’utilizzo nelle bandiere
della città dell’immagine del santo cavaliere e della croce a lui attribuita come simbolo. L’analisi delle
fonti che hanno dato luogo alla diceria della vendita della bandiera a Riccardo Cuor di Leone porta a una
riflessione di fondo sul concetto di storia autentica e sulla diffusione delle fake news: come si combatte
una convinzione sbagliata? A chi spetta l’onere della prova sulle affermazioni prive di fondamento? L’intelligenza
artificiale potrà giovare alla cultura o finirà per stravolgerla completamente?
La relatrice, Giustina Olgiati, genovese, svolge dal 2007 la professione di archivista
presso l’Archivio di Stato di Genova. Autrice di pubblicazioni scientifiche, collabora da anni con diverse
associazioni culturali nelle cui sedi tiene periodicamente conferenze di carattere storico. Ha organizzato
in Archivio diverse esposizioni sulla storia di Genova nel periodo medievale e moderno, e più di recente
la mostra “La guerra è finita. Storie di gente comune nel secondo conflitto mondiale”.
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