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A Compagna > Fotografie > Aprile 2024

Le conferenze in Compagna

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Martedì 2 aprile 2024

Antonio Figari è intervenuto sul tema: «I Segreti dei Vicoli di Genova: le torri del centro storico genovese».

273. Ad Antonio Figari, nostro relatore, è sempre piaciuto addentrarsi e perdersi nel labirinto dei vicoli genovesi: il suo sito web www.isegretideivicolidigenova.com – che nel 2023 ha superato un milione di visite – rappresenta il diario personale del suo viaggio alla ricerca dei tesori della Superba; una breve guida strutturata come una passeggiata alla scoperta di ciò che dei vicoli lo colpisce di più ed è poco conosciuto e lontano dai normali circuiti turistici.
Sui social Network gestisce pagine su Facebook, Twitter ed Instagram con un pubblico di follower che supera le 50.000 persone e singoli post che raggiungono anche centomila utenti.
Nel 2015, insieme ad alcuni amici, ha fondato l'Associazione Culturale Giano (ad oggi con più di 350 soci): scopo di questa è diffondere la conoscenza delle bellezze della città di Genova, con particolare riguardo al suo centro storico, promuovendo visite ed eventi soprattutto nei luoghi poco conosciuti di Genova che Antonio ha visitato in questi anni e che ha raccontato sul suo sito.
Nella conferenza del 2 aprile, attraverso le immagini che saranno proiettate in sala, saremo condotti in una passeggiata virtuale tra le torri genovesi che nel Medioevo superavano le ottanta unità e di cui oggi rimangono molte tracce (per approfondire l’argomento, si vada nel suo sito ed in particolare alla pagina de le le TORRI di GENOVA ).

Martedì 9 aprile 2024

Vito Basso è intervenuto sul tema: «Gattorna: una fondazione della Liguria medievale sulle vie di poveri, mercanti e pellegrini».

111. Il titolo di questa conferenza prende spunto dall’850 anniversario della fondazione della chiesa di Gattorna, un piccolo borgo situato nell’alta Fontabuona, nell’entroterra di Genova, posto alla confluenza del torrente Neirone con il torrente Lavagna. Riporta un documento datato 3 luglio 1174 che un eremita di nome Guglielmo chiede all’arcivescovo di Genova il permesso di fondare una chiesa, nella parte bassa della Pieve di Uscio. Partendo da questo dato, è stata effettuata una ricerca sugli antichi documenti che hanno permesso di ricostruire parte del tessuto storico, sociale ed economico in cui questo avvenimento si colloca, che presenta stretti e sorprendenti legami con famiglie e autorità genovesi che hanno particolari interessi nel territorio preso in considerazione.
IL relatore Vito Basso, nato a Genova ma residente da sempre a Gattorna, è un appassionato di storia locale di cui ha scritto numerosi testi. Collabora attivamente con la parrocchia di Gattorna in occasione di feste ed eventi, approfondendone la storia religiosa e civile con la ricerca di archivio.

Martedì 16 aprile 2024

Marco Bonetti è intervenuto sul tema: «Lingua monegasca e lingua genovese: due tradizioni a confronto».

131. Il Principato di Monaco può sembrare un luogo lontano anni-luce da Genova per il suo stile di vita opulento e cosmopolita.Ma la distanza svanisce se si va al cuore della sua comunità originaria: i Munegaschi. Circa 9.800 cittadini, distinti dai 30.000 residenti, di 138 nazionalità. Discendono in gran parte dai 1.200 abitanti censiti nel 1861, prima della costruzione del quartiere chic di Monte-Carlo, che trasformò la Cenerentola degli Stati europei nella Regina del jet set internazionale. Una comunità tenace, che da otto secoli anima questa Città-Stato, fondata dai Genovesi nel 1215. E guidata dal 1297 dalla dinastia regnante più antica d’Europa: i Grimaldi, una delle quattro principali famiglie patrizie genovesi (le altre sono i Fieschi, gli Spinola e i Doria).
La conferenza vuole esplorare le tradizioni che i Munegaschi continuano a coltivare nel riserbo tipico dei Liguri. A iniziare dal loro antico idioma: u monegascu, varietà intemelia della lingua ligure, l’unica avente dignità di lingua nazionale in uno Stato sovrano (accanto al francese, lingua ufficiale a Monaco dal XIX secolo). Del munegascu si presunse la morte già a metà del XX secolo, quando il grande linguista Arveiller ne fece il primo studio. Ma resiste, benché il suo uso vivo resti solo tra gli anziani. È usato nella toponomastica e in occasioni solenni. Ed è materia scolastica obbligatoria dal 1976. Un modello di promozione della lingua materna su cui i Genovesi di oggi dovrebbero meditare.
Marco Bonetti, avvocato presso un’azienda pubblica genovese, ha sempre coltivato la cultura umanistica. Da trent’anni collabora al Gazzettino Sampierdarenese con articoli su temi relativi a storia e cultura ligure nel mondo. Ha pubblicato uno studio sui rapporti tra tradizioni genovesi e monegasche. Fa parte della Giunta della Consulta Ligure ed è socio della Compagna.

Martedì 23 aprile 2024

Carlo Taviani è intervenuto sul tema: «La Casa di San Giorgio: la prima società per azioni?».

xxx. La Casa di San Giorgio (1407-1805), un’istituzione formata dai creditori del comune di Genova, nel corso del tempo acquisì prerogative e poteri molto estesi. Tra il XV e il XVI secolo si impossessò di vasti territori: la Corsica, la Lunigiana, alcune aree del Mar Nero, Famagosta a Cipro e alcune città e aree della Liguria. Il potere finanziario era importante, ma quello territoriale era al tempo il più inconsueto e fu notato perfino da Niccolò Machiavelli.
Nei secoli successivi, quando tra le grandi società per azioni divennero importanti le Compagnie delle Indie, che controllavano territori in Africa e in Asia, qualcuno cominciò a scorgere delle somiglianze con la Casa di San Giorgio. Questo intervento mostra come tali somiglianze non furono casuali e che la fortuna del modello di San Giorgio viaggiò nel corso del tempo.
Il relatore, Carlo Taviani, è uno storico dell’età moderna, insegna all’Università degli Studi di Teramo, ed è fellow del Reale Istituto Neerlandese di Roma.

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